Aggiornamento: set 10


L'unica prova orale dell'esame di Stato Architetto Senior/Junior sembra più facile e fattibile rispetto alla prova tradizionale per la quale si doveva preparare tre prove scritte ed una prova orale finale; ma devo dire che fare l'esame in unica prova orale non è cosi semplice come sembra, ci sono tanti fattori che influenzano sulla procedura dell'esame e possono ribaltare il risultato in pochi minuti. Il primo ed il "più importante" fattore è giustamente la preparazione, bisogna padroneggiare tutte le materie dell'esame sia la progettazione architettonica/urbanistica sia le normative, disciplina e deontologia. Altri fattori importanti sono l'ansia, la concentrazione, il padronaggio della lingua italiana(considerando che ci sono tanti stranieri laureati in Italia che vogliono sostenere l'esame) , la capacità di formare un discorso analitico/descrittivo, ed ecc.

Io sono il tutor del corso preparazione per esame di Stato Architetto da 2015 e qui sotto vi voglio dare dei consigli su come prepararsi per l'esame in modo di avere alta possibilità di superarla al primo colpo;


Le domande che si fa prima di cominciare a studiare sono: COME, COSA e QUANDO cominciare a studiare per l'esame di Stato.

"Il miglior tempo per iniziare a studiare è 3/4 mesi prima dell'esame, bisogna considerare che il tempo di studio per ogni persona può variare."


Quali sono i riferimenti da studiare? I riferimenti da studiare c'è ne sono tanti nel mercato, il più famoso è il prontuario di Fabio Alberto Ceccarelli, ci sono altri manuali dell'architetto come , Manuale per l'esercizio delle professione e l'esame di stato. Sinceramente vi suggerisco di studiare il manuale più semplice da capire perché dovete ricordarvi tutto durante l'esame ed alcuni prontuari sono molto complicati a capire! non vi fidare delle dispense di altri ragazzi che hanno fatto l'esame perché possono ommettere tanti dettagli importanti, sempre studiare i documenti e normative originali.


Ricordatevi le domande non sono solo delle normative ma anche del progetto cercate di vedere tanti progetti contemporanei nazionali ed internazionali sui siti e formare un discorso analitico degli argomenti come il concept, la struttura, consumo energetico, le norme di riferimento ed il processo edilizio.

Se dovete fare l'esame a Milano, sul sito

" https://www.lombardiabeniculturali.it/architetture/ " ci sono tanti progetti del periodo modernismo e contemporaneo.


PER RIDURRE L'ANSIA BISOGNA FARE TANTE SIMULAZIONI DI ESAME.

Ci sono diversi modi per ottenere le domande dell'esame:

1- La prova orale online ci da questa possibilità di sentire l'esame di altri candidati da remoto e formare un idea su come può procedere l'esame.*

*n.b. ogni commissione di esame può concentrarsi su un argomento piuttosto che l'altro ed è meglio sentire le domande della vostra commissione d'esame.

2- I gruppi di whatsapp dove i candidati condividono le domande dell'esame.

3- Essendo il tutor di almeno 50 candidati da Giugno 2020 ho una raccolta di 70 domande di tutte le discipline dell'esame con le risposte giuste in un file pdf. Potete acquistare il file su questo sito.








ATTENZIONE!

STUDIARE SOLO LE DOMANDE DELL'ESAME NON è SUFFICIENTE PER SUPERARE L'ESAME.

Alla fine il mio suggerimento per superare l'esame in poco tempo è di iscriversi ad un corso di preparazione con il prezzo accessibile che comprende il pacchetto completo per preparazione per l'esame di Stato Architetto.

Il corso esame di Stato Online ha numerosi vantaggi con lo scopo di farvi superare l'esame a primo colpo;

  • il corso non finisce e continua fino a superamento dell'esame senza alcun costo aggiuntivo.

  • impiegare un metodo unico nel programma di studio

  • le lezioni sono interamente online, non sono video registrate e gli iscritti hanno un tutor personale che vi segue in tutte le fasi dello studio.

  • c'è la possibilità di sostenere almeno 5 simulazioni d'esame specifiche per ogni sede.

  • il corso offre tutti i materiali di studio su una piattaforma Arcloud e c'è anche la possibilità di scaricare tutto in pdf.

  • è possibile cominciare il corso in qualsiasi momento e non ci sono limiti di lezioni e revisioni

per maggiori informazioni clicca qui


Il termine "cohousing" definisce degli insediamenti abitativi composti da alloggi privati, corredati da ampi spazi comuni (coperti e scoperti) destinati all'uso collettivo e alla condivisione tra i coresidenti . Tra i servizi collettivi vi possono essere ampie cucine, lavanderie, spazi per gli ospiti, laboratori per il fai da te, spazi gioco per i bambini, palestra, piscina, internet cafè, biblioteca e altro.

Le abitazioni private sono di solito di dimensioni più limitate rispetto alla media delle normali abitazioni (più piccole dal 5 al 15%). Per una duplice motivazione: contenere i costi complessivi dell’intera area interessata dal progetto di cohousing e favorire un reale ed intenso utilizzo delle aree comuni che comportano una quota di partecipazione in capo a ciascun cohouser.

Di solito un progetto di cohousing comprende dalle 20 alle 40 famiglie che convivono come una "comunità intenzionale" di vicinato (vicinato elettivo) e gestiscono gli spazi comuni in modo collettivo ottenendo in questo modo risparmi economici e benefici di natura ecologica e sociale.


La coresidenza si sta affermando come strategia di sostenibilità: se da un lato, infatti, la progettazione partecipata * e la condivisione di spazi, attrezzature e risorse agevola la socializzazione e la mutualità tra gli individui, dall'altro questa pratica, unitamente ad altri approcci quali ad esempio la costituzione di gruppi d'acquisto solidale, l'auto condivisa o i diversi servizi utilizzati in comune, favoriscono il risparmio energetico e diminuiscono l'impatto ambientale della comunità.


Le principali caratteristiche di "cohousing" sono:

  • multifunzionalità comunitaria: a fianco di funzioni più tradizionalmente residenziali sono presenti sempre servizi di vario tipo, destinati alla fruizione prevalente da parte dei membri della comunità;

  • regole costituzionali e operative di carattere privato: tali insediamenti sono regolati da un sistema, generalmente abbastanza semplice, di regole di diritto privato, introdotte dai componenti della comunità per garantirne la specificità ed il funzionamento;

  • componente valoriale: nella maggior parte dei casi la comunità si costituisce sulla base di una componente valoriale più o meno esplicita, come possono essere ad esempio servizi, valore d'investimento immobiliare, qualità ambientale, relazioni sociali o il senso di sicurezza, tale da conferirle un'accezione fortemente comunitaria;

  • auto-selezione dei residenti: la formazione della comunità avviene per auto-selezione, solitamente ex-ante rispetto alla realizzazione materiale dell'insediamento. La scelta dei residenti avviene secondo meccanismi informali da cui deriva il cosiddetto “vicinato elettivo”;

  • auto-organizzazione e partecipazione: un qualche grado significativo di auto-organizzazione e partecipazione dei residenti è un tratto essenziale della coabitazione.


COHOUSING in ITALIA

In Italia, la maggior parte delle coresidenze nascono grazie all'investimento di un gruppo di persone su un immobile dove l'intenzione è quella di trasferirsi insieme una volta costruito.

Gli spazi condivisi vengono generalmente assimilati agli spazi condominiali e pertanto ricondotti alle norme e ai modelli urbanistici esistenti e l'aspetto giuridico è quello normalmente regolato dall'atto di compravendita. In Italia la coresidenza è iniziata come processo dal basso che, talvolta, ha portato alla realizzazione di comunità intenzionali come ad esempio gli Eco villaggi. Solo dall'inizio del ventunesimo secolo si assiste ad una evoluzione dell'approccio come nuova modalità abitativa che prende piede anche attraverso la formazione di comitati promotori costituiti spesso in associazioni per la promozione sociale. In alcune regioni si stanno esplorando forme di innovazione sociale di gestione del bene comune quello affidamento di un immobile in comodato d'uso gratuito per un lungo tempo. Questo diverso approccio di "secondo welfare" (che si affianca al sistema statale di politiche sociali garantito con aperture a diverse collaborazioni tra pubblico e privato) sta aprendo la strada a nuovi modelli abitativi per la terza età.


Qui sotto abbiamo riportato alcuni esempi e start up di cohousing in Italia:


1-Urban Village Bovisa, Milano

Il complesso è stato realizzato tra il 2007 e il 2009. È composto da 32 unità abitative disposte a corte intorno ad un giardino comune.Tra i servizi comuni ci sono l’orto, la lavanderia-stireria, la piscina-solarium, l’asilo e il car-sharing.

2-Urban Village Navigli, Milano

Le caratteristiche principali del progetto sono

  • la climatizzazione degli ambienti con un sistema di pompe di calore geotermiche che scambia energia con il terreno

  • presenza di impianti fotovoltaici condominiali per la produzione di energia elettrica

  • materiali e tecniche di costruzione che permettono l'isolamento termico e acustico nettamente al di sotto delle soglie massime stabiliti dalle norme vigenti

  • la possibilità di costituire un Gas (Gruppo di acquisto solidale) per l'acquisto degli alimentari biologici e privilegiando la filiera corta presenza di spazi verdi




3-Terracielo – Rodano (MI)

un cohousing particolarmente orientato ai temi della sostenibilità edilizia ed energetica, è infatti uno dei primi complessi in classe energetica A+ che ha visto il Politecnico di Milano coinvolto nella progettazione impiantistica. Un progetto inizialmente nato come tradizionale che, con il supporto di cohousing.it, si è adeguato alle richieste dei futuri cohouser dotandosi di spazi e servizi comuni (400 mq di spazi coperti e oltre 2000 mq di verde comune) che oggi caratterizzano questo complesso dal cuore tecnologico e dallo spirito collaborativo.








*progettazione partecipativa (conosciuto una volta come cooperative design, progettazione cooperativa o co-design) è un approccio di progettazione che tenta di coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse/stakeholder (impiegati, partner, clienti, cittadini, utenti finali) nel processo di progettazione col fine di contribuire a garantire che il prodotto incontri i loro bisogni e che sia usabile.


https://it.wikipedia.org/wiki/Coresidenza

Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 prescrive, all’art. 146, che i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili o aree di notevole interesse pubblico sottoposti a tutela ai sensi di legge, hanno l’obbligo di sottoporre all’ente competente (Regione o ente subdelegato) i progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della documentazione prevista, ai fini di ottenere preventiva autorizzazione. In difetto di essa i lavori non possono essere iniziati.

Il Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 prescrive, all’art. 146, che i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di immobili o aree di notevole interesse pubblico sottoposti a tutela ai sensi di legge, hanno l’obbligo di sottoporre all’ente competente (Regione o ente subdelegato) i progetti delle opere che intendano eseguire, corredati della documentazione prevista, ai fini di ottenere preventiva autorizzazione. In difetto di essa i lavori non possono essere iniziati. L’autorizzazione paesaggistica non è necessaria nei seguenti casi (art. 149 del D. Lgs. 42/2004):

per gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, di consolidamento statico e di restauro conservativo che non alterino lo stato dei luoghi e l’aspetto esteriore degli edifici;

per gli interventi inerenti l’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l’assetto idrogeologico del territorio;

per il taglio colturale, la forestazione, la riforestazione, le opere di bonifica, antincendio e di conservazione da eseguirsi nei boschi e nelle foreste indicati dall’articolo 142, comma 1, lettera g, purché previsti ed autorizzati in base alla normativa in materia.

Oltre ai suddetti casi di esclusione previsti dall’art. 149, nel nuovo Dpr 31/2017 sono stati individuati ulteriori 31 interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica (Allegato A). Fra questi, anche le opere e gli interventi edilizi che si discostano dal progetto che ha ottenuto l’autorizzazione paesaggistica fino al limite del due per cento delle misure progettuali relative a: altezza, distacchi, cubatura, superficie coperta o traslazioni dell'area di sedime (punto A.31 dell'allegato A). L'autorizzazione paesaggistica è un provvedimento autonomo e presupposto rispetto al rilascio degli altri titoli abilitativi l’intervento proposto e non costituisce presunzione di legittimità del progetto sotto ogni altro profilo. In particolare sono fatte salve le autorizzazioni e le prescrizioni stabilite da altre normative, nonché le verifiche di conformità a disposizioni vigenti oggetto di specifica disamina da parte degli Enti e degli Uffici competenti. In relazione all’entità dell’intervento, la richiesta di autorizzazione, mediante l’opportuna documentazione allegata, darà conto, in sintesi, delle seguenti fasi:

lettura del paesaggio - analisi finalizzata alla comprensione delle caratteristiche specifiche del paesaggio alle diverse scale (quali sono i caratteri geomorfologici, idrologici, pedologici, vegetazionali,..? Quali sono le motivazioni alla base dell’apposizione di un vincolo specifico?)

sintesi e interpretazione - Individuazione e valutazione dei caratteri strutturali del sistema paesistico-ambientale. Lettura della dinamica del paesaggio (Quali sono le permanenze e qual è il loro significato? Qual è lo stato e il valore degli elementi costitutivi del paesaggio? Quali sono gli elementi di maggiore vulnerabilità?)

progetto dell’intervento inserito nel contesto (valutazione) - I contenuti paesistici sono integrati in un processo metodologico unitario di costruzione del progetto. La conoscenza del paesaggio è anche strumento di controllo del progetto (Quali sono gli effetti sul paesaggio? Quella specifica proposta in quello specifico luogo rispetta i valori riconosciuti dal vincolo, ne deteriora i caratteri, contribuisce alla riqualificazione del contesto paesistico di riferimento? Quali sono le trasformazioni che il paesaggio è in grado di assorbire o compensare? Quali correttivi è necessario introdurre?)

Ai fini del rilascio dell'autorizzazione, l’Ente competente deve valutare la compatibilità paesaggistica dell'intervento richiesto in rapporto alle caratteristiche del contesto e al valore riconosciuto dal vincolo paesaggistico esistente. In particolare: - l’autorità competente entro 40 gg verifica la documentazione, acquisisce il parere della Commissione per il paesaggio e trasmette la richiesta alla Sovrintendenza; - la Sovrintendenza nei 45 gg successivi dal ricevimento della documentazione rende il proprio parere vincolante. Se la Sovrintendenza esprime parere favorevole, entro i successivi 20 giorni, viene rilasciata l’autorizzazione paesaggistica. In caso di parere negativo, viene comunicato dalla stessa Sovrintendenza il preavviso di diniego, l'autorità competente entro 20 gg. dal ricevimento del definitivo parere della Sovrintendenza emette conforme provvedimento paesaggistico; - se la Sovrintendenza non esprime il proprio parere l’autorità competente procede al rilascio dell’autorizzazione o al diniego in ogni caso decorsi 60 gg dal ricevimento della pratica da parte della Sovrintendenza. Possono rilasciare autorizzazioni paesaggistiche solo gli Enti locali inclusi negli elenchi approvati da Regione Lombardia e ritenuti idonei ad esercitare le competenze paesaggistiche loro attribuite dall’art. 80 della L.R. 12/2005. Per gli Enti locali non idonei le relative funzioni amministrative “sono esercitate, per i territori di rispettiva competenza, dagli enti gestori di parco regionale e dalle comunità montane, nonché dalla Città metropolitana di Milano o dalle province per i restanti territori.” (v. art. 80, comma 9, della LR 12/2005 e s.m.i.).



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